Errori Comuni per i Principianti in Programmazione: Come Evitarli e Crescere

di Lorenzo Neri
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Gli errori che si fanno quando inizi a programmare: come evitarli? Nel corso dei miei studi e delle mie esperienze lavorative, ho avuto modo di fare un sacco di errori e sbagliare un numero infinito di volte.

Durante la realizzazione di un progetto, quando dovevo aggiungere funzionalità nuove, mentre ascoltavo un cliente convinto di aver capito tutto e trovarmi completamente fuori strada, nel momento in cui volevo imparare un linguaggio di programmazione, ma soprattutto… Quando dovevo iniziare.

Queste righe ho cominciato a scriverle nel Dicembre 2019: sono passati esattamente 11 anni dalla mia prima riga di codice.

Sono sempre stato una persona molto curiosa e alquanto fuori dal classico schema: studio, università, lavoro, pensione.

Giusto o sbagliato sono solo parole: ciò che conta è trovare quello che ci rende più felici.

Ciao, mi chiamo Lorenzo Neri e sono un informatico: realizzo contenuti per aiutare le persone a padroneggiare l’arte del nuovo millennio, ovvero l’informatica!

Nel corso di questi anni, infatti, tra un esame universitario e l’altro, ho avuto modo di espandere me stesso tramite differenti esperienze lavorative, inclusa quella che sto facendo con questo blog.

Ti dirò di più: spesso e volentieri torno qui a guardarmi un attimo indietro e aggiungere un pizzico in più di quello che ho vissuto nel corso della mia vita professionale.


Gli errori che si fanno quando inizi a programmare: come evitarli? Partiamo dall’età

Nel mondo italiano non è affatto comune vedere di buon occhio un 26enne che dispensa consigli, ma in generale si ha sempre la concezione che ciò che viene insegnato a scuola sia sufficiente per affrontare la realtà che ci aspetta una volta ottenuto “il foglietto di carta”.

Wow, sono già passati quattro anni: nel 2023 sono entrato ufficialmente negli “enta” e ti posso dire che le righe precedenti sono tutt’ora valide, ma non solo in Italia. Tuttavia, nonostante la considerazione di prima, vorrei poterti offrire il mio punto di vista.

Focalizzarsi solo su uno specifico linguaggio di programmazione

Non smetterò mai di ripeterlo: non c’è cosa più sbagliata di focalizzarsi su un linguaggio di programmazione per imparare a programmare.
Non fraintendermi: non c’è niente di sbagliato nell’approfondire un linguaggio di programmazione per conoscerne tutte le potenzialità e sfruttarle al 100%.
Ciò che c’è di sbagliato è focalizzarsi solo sul linguaggio, per perdere totalmente di vista quello che significa veramente imparare a programmare.
Imparare a programmare ha ben poco a che vedere con imparare un linguaggio di programmazione: posso certamente imparare a scrivere codice in Java, sapere ogni dettaglio possibile e inimmaginabile, ma se mi focalizzo solo su quello succede una cosa abbastanza brutta.

Ci si trova completamente spaesati di fronte a un nuovo linguaggio di programmazione.

Se sei agli inizi del tuo viaggio in questo mondo fatto di parole strambe e simboli poco comprensibili, focalizzarti su un linguaggio di programmazione sarà la tua prima rovina.

Imparare a programmare è tutt’altro.

Programmare non è nient’altro che un metodo, uno strumento, un sistema, per creare soluzioni automatiche a fronte di un problema.
Il problema è che i problemi (scusa, non ho resistito per questo gioco di parole) sono di natura differente.
Può succedere che tu debba realizzare un sito web: in tal caso ti servirà sapere JavaScript e magari PHP.
Capita che ti venga chiesto di realizzare degli script leggeri per un server Linux: Python diventa un ottimo alleato.
Salta fuori la richiesta di fare un videogioco per smartphone: Unity, che si basa su C#, è uno strumento veramente potente.
Ma sai cosa c’è in comune a tutti questi scenari?

La risoluzione di un problema e la creazione di una soluzione.

E no, non ha importanza il linguaggio di programmazione, ciò che conta davvero sono le tue abilità di problem solving.
E queste le ottieni semplicemente utilizzando carta e penna: ne ho parlato in modo più approfondito nel mio articolo “Con quale linguaggio iniziare a programmare”.
Ma per farla breve: se sai ragionare come un informatico, se sai come si struttura un programma, posso assicurarti che potrai imparare qualsiasi linguaggio di programmazione in pochi giorni o settimane.
Usarlo e diventare una figura professionale ben qualificata è un altro discorso: lì, ci vuole tempo, dedizione e sudore.

Utilizzare sempre i soliti ragionamenti

Sei riuscito a creare un programma: sei felice tu e probabilmente lo è il tuo cliente, il tuo datore di lavoro, oppure il professore di turno.
Magicamente ti viene posto un altro problema da risolvere e ti accorgi che le strategie usate fino ad oggi non funzionano.
È cosa molto comune, soprattutto se sei ai tuoi primi passi, focalizzarsi su un unico metodo per risolvere i problemi e scrivere programmi.
Non c’è niente di più sbagliato in tutto ciò: un problema, sia esso un esame universitario, una verifica in classe, una feature da aggiungere al software a cui stai lavorando coi tuoi colleghi, ha sempre e comunque mille strade diverse per essere risolto.

L’errore infatti, è essere convinti che se una strada funziona, allora funzionerà sempre.
Tieni a mente questo concetto: se la soluzione numero 1 non ha funzionato, è perché non hai ancora utilizzato le altre 99.

Perché non sperimentare?

Penso che la figura di Thomas Alva Edison sia stata sfruttata in modo indecente per spiegare questo concetto: quindi, lo farò anche io.

Se non ti fa scattare niente quel nome, eccolo qui:

Risultato immagini per Thomas Edison

Sì, Edison è l’uomo che ha donato all’umanità la lampadina.
Edison ha fatto migliaia di esperimenti prima di inventare la lampadina e sai qual è il suo pensiero a riguardo?

“Non ho fallito. Ho solo trovato 10.000 modi che non funzionano.”
Thomas A. Edison

Questa è la mentalità da avere: se tu continui a insistere e a sperimentare troverai sempre un modo per risolvere i tuoi problemi, anzi, in questo modo avrai una marcia in più.

Sei uno studente e stai affrontando un esame? Se hai solo un metodo per risolvere il problema, perdi tempo, ansia e ti crei problemi di autostima.
Sei un professionista e hai la responsabilità di portare a termine un lavoro? Se non hai mai sperimentato, il tuo progetto potrebbe essere un fallimento totale.

La sperimentazione è fondamentale.

Sperimenta di più!

Per farla breve: impara a costruire algoritmi, non sempre utilizzando gli stessi metodi.
Se scopri una nuova funzione per il tuo linguaggio di programmazione, provala!
Se non hai mai fatto qualcosa, buttati, il tuo miglior amico non è altro che l’errore.
Se il tuo programma non funziona, ti trovi davanti a una lezione gratuita da parte del tuo computer, e questa è la mentalità che devi avere!

Lasciati stupire da ciò che hai realizzato!

Ti assicuro che sarà il tuo alleato, l’unica cosa che ti servirà sarà capire il perché della risposta che ottieni e di cosa puoi fare per migliorare sempre di più.
Solo così potrai continuare a crescere, diventare un vero informatico e programmare per trovare soluzioni e non solo per scrivere codice.

Affrontare le difficoltà da soli

Stai affrontando un problema e ti rendi conto che non riesci a trovare una soluzione?
La cosa più sbagliata che puoi fare è metterti da solo in un angolo a piangere: ci sono persone pronte ad aiutarti!

Non scordarti che ci sono piattaforme online piene di tutorial, forum e risorse disponibili per chiunque voglia imparare a programmare. Ci sono anche community online e gruppi locali che potrebbero offrirti supporto e consigli quando ne hai bisogno.

Non avere paura di chiedere aiuto: chi non fa domande rimane ignorante.

La tua carriera non dipende solo dalle tue conoscenze: dipende anche dalle tue relazioni.

La programmazione è un viaggio, non una meta

Ultimo, ma non meno importante, ricorda che la programmazione è un viaggio, non una meta.
Ogni giorno ci sono nuovi linguaggi, framework e tecnologie da esplorare: quindi, abbi pazienza e goditi il viaggio.
Ogni volta che impari qualcosa di nuovo, stai diventando una persona migliore e un programmatore più competente.

Non essere troppo duro con te stesso.

Concludo dicendo che gli errori fanno parte del processo: abbracciali, impara da essi e continua a camminare.
Non perderti mai d’animo: ogni passo che fai ti avvicina alla tua meta!

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