Due parole non richieste sull’IA

di Lorenzo Neri

Due parole non richieste sull’IA: l’IA ti ruberà il lavoro? L’IA farà tutto al tuo posto? Devi temere anche tu per il corso che cerca di venderti l’ennesima persona sperando di sfruttare la leva del disastro finanziario? Che ti fa capire che il coding è morto e sei spacciato? Francamente… Che due palle.

Ho messo da parte la scrittura degli articoli per un po’ di tempo: niente di più sbagliato. Durante il 2025, quando ogni volta che apro LinkedIn o qualsiasi social sono tipo così:

… E immagino anche tu.

Se non mi conoscessi, mi chiamo Lorenzo Neri e sono un informatico: questo articolo, così come tanti altri che troverai nel mio blog, sono frutto del mio piacere personale per la condivisione.

L’intelligenza artificiale ti ruberà il lavoro e tu sei fottuto

In questo articolo non mi voglio troppo risparmiare, dunque chiedo scusa se risulterò più sboccato del solito: questa retorica ha rotto le palle. Come spiegavo in passato anche qui, l’intelligenza artificiale ha sicuramente cambiato il mondo del lavoro, ma non è qui per rubartelo o “fotterti” al punto tale da pensare che tu sei diventato inutile e che studiare informatica e programmazione lo sia altrettanto.

Si è convinti che, siccome hai un’IA generativa, allora tutto a posto, ci metti un decimo del tempo quindi a chi serve una persona “studiata” in questo mondo?

“Se mia nonna avesse avuto le ruote, sarebbe stata una bicicletta”

Non fraintendermi: anche io faccio uso dell’IA, come tutti, sarei un bugiardo a dire che non ne faccio uso. Eppure, c’è una bella differenza fra sfruttarla per poter velocizzare diversi processi di cui sei conscio e di cui hai competenza e dimestichezza, rispetto a fare le cose in modo probabilistico secondo un processo di tentativi continui.

L’intelligenza artificiale in sé, non ha intuito, non ha una comprensione del contesto e non ha creatività, specialmente non ha coscienza: stiamo mettendo sul piatto della bilancia una persona conscia, che ha competenze pregresse, che ha comprensione del contesto sullo stesso livello di un sistema che prova e riprova a dare risposte basate su probabilità e feedback. Certamente, diversi modelli di intelligenza artificiale possono veramente dare un grande contributo, ma non si può pretendere che abbiano ciò che ho elencato prima e, con buona pace di tutti quegli utenti “Tranquillo salvati col mio corso” difficilmente le avranno.

Le ripetizioni, le cose ridondanti, le iterazioni sono brutte

Si legittima spesso che l’IA ti “libera” dai compiti ridondanti e brutti. In parte… È vero e lo posso condividere, ma trovo che si stia veramente esacerbando e criminalizzando il processo di apprendimento e di mantenimento che ognuno di noi utilizza tutt’oggi per migliorarsi.

Fermiamoci un secondo: cosa ci porta a migliorare una qualsiasi abilità? Che sia essa fisica, mentale, creativa?

… Eh sì, proprio quel ripetere, proprio quel fare mille volte quell’esercizio, mescolato anche un buon mix di feedback e di correzioni.

Ti porto un esempio terra-terra: qualche mese fa ho ripreso a scrivere a mano un diario personale per tenere traccia di come mi sentivo emotivamente. Spesso, anzi, in ogni frase, facevo degli errori di grafia… “Oddio, son diventato disgrafico!!” pensavo. No, semplicemente avevo perso manualità nel processo.

Vedo già qualcuno dire “Siamo nel 2025, aggiornati e usa il computer zì!”, certo, posso usare il computer, ma l’esempio che porto, si può riflettere anche nel delegare il pensiero critico.

Hai mai provato a vedere quanto effettivamente le tue abilità basilari si sono affievolite perchè hai delegato anche troppo all’intelligenza artificiale?

Un’obiezione potrebbe essere: “Beh, ma così ti concentri su cose di più alto livello”, va bene. Quali? Le stesse che raggiungi proprio avendo eliminato tutti quei processi cognitivi che ti rendono competente? Magari il mio pensiero è fuorviante, ma trovo che delegare tutta quella serie di processi cognitivi, specialmente quelli che portano a sviluppare il pensiero computazionale, porti ad affievolire le proprie abilità.

Sarai più veloce con l’IA generativa, non hai più scuse

No, infatti.

Se non la scusa di poterti dire che, di fronte a un processo, a un progetto, a un insieme di attività, io non sono più il “possessore cognitivo” di tutto quell’insieme.

Si fa molta leva sul fatto che, siccome c’è l’IA generativa, allora non c’è scusa per dire che ci vuole tot tempo a realizzare una cosa. In parte può essere vero, il processo di realizzazione viene delegato, ma quello che permette di comprendere e apprendere anche. Dunque non è più la persona ad avere comprensione e cognizione di ciò che è stato realizzato, bensì l’IA stessa.

Il terrorismo psicologico è sempre trendy

Fare leva sulle paure delle persone, denigrarle, metterle le une contro le altre per elevarsi o abusare del proprio ego nella speranza di fare qualche marchetta è qualcosa su cui parecchia gente sta cavalcando l’onda grazie all’intelligenza artificiale: avete rotto il cazzo.

Lasciate che le persone possano avere passione nei confronti di una scienza che ha permesso di dare vita a un’infinità di belle cose, appassionarsi a risolvere i problemi, divertirsi ad apprendere cose nuove, aiutare altre persone, portare alla luce un sacco di cose utili e meno utili, anche fini a se stesse per diletto, divertimento personale.

Tu, proprio tu che mi leggi: l’informatica non è morta, non hai motivo di dirti che sia uno studio fine a se stesso.

Io mi son lasciato far prendere da tutti questi timori con il rischio di buttare tutto: manda a quel paese tutta questa marmaglia di gente.

Ti auguro un felice 2026.

Continua a scoprire di più con questi articoli!

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